Comunicati Stampa

Tracce del contemporaneo
sabato 4 agosto, ore 19.00 - Bosa, Oristano
Nobuyoshi Araki, Alessandro Bulgini, Jannis Kounellis, Sandro Mele, Ermann Nitsch, Nunzio, Daniel Spoerri, Vibeke Tandberg.

A cura di Giacomo Zaza

 Al via la quarta  edizione del BOS’ART, la rassegna di arte contemporanea multimediale: cinema, arti visive, filosofia, letteratura; organizzata dal Centro Studi Lucio Colletti, Patrocinata dal Comune di Bosa e dalla Provincia di Oristano.
La sezione arti visive curata da Giacomo Zaza,  rappresenta la seconda tappa di un percorso ricognitivo sulle esperienze artistiche contemporanee, la mostra presenta una selezione di importanti opere di artisti italiani e stranieri ambientate, per l'occasione, negli spazi del del Convento dei Cappucini di Bosa.
Passando dal Nouveau Realisme all'Arte Povera, dall'Azionismo Viennese alla fotografia attuale, questo insieme di lavori restituirà il volto poliedrico ed eterogeneo dell'arte.
I lavori, realizzati tra gli anni Settanta e oggi, testimoniano l'aspirazione all' unicità radicale del proprio fare creativo, alla elaborazione di immagini estranianti che travalichino l'ordinario e il convenzionale per riflettersi su una veduta piu' ampia.
Di fronte all'avanzata globalizzante dei mass media si contrappone una nuova e piu' emblematica carica immaginaria e visionaria. L'artista pone al centro del suo agire una progettualità intima e insieme corale. La possibilità di un itinerario sociale e individuale che suggerisce nuovi parametri di riferimento, nuove "uscite dal quadro"(Kounellis).
Gli artisti invitati volgono il loro sguardo nelle viscere di una creazione in ebollizione il cui scenario ricco di significati afferma un approccio conoscitivo alla realtà, quella misterico-oriastica di Nitsch, sadomaso di Araki, quella latante di Alessandro Bulgini.
Durata mostra: dal 4 Agosto al 31 Agosto
Convento dei Cappucini di Bosa
Centro Studi Lucio Colletti
Via del Corso, 77 08013 Bosa (Oristano)
 
CODICI  SENZA  TEMPO”
MOSTRA PERSONALE  DI LIBRI D’ARTISTA
 E  LEGGII D’ARTE
 
DI     VITTORIO FAVA
 
DAL 9 AL 30 GIUGNO 2007 ABBAZIA DI FARFA
 
INAUGURAZIONE :  SABATO 9 GIUGNO – DALLE 0RE 11.30 ALLE ORE 18.30
 
CATALOGO CON TESTI DI VITTORIO FAVA E  MIRELLA BENTIVOGLIO
 
EDITO  DA “MAGAZZINI GENERALI” – ROMA
L’Artista , noto a livello nazionale e internazionale per le sue esposizioni molto complesse e particolari che privilegiano spazi antichi e storici, propone negli spazi del Chiostro, del Museo e della Biblioteca dell’Abbazia, un vero e proprio percorso che ha come tema principale il libro come opera d’arte.
L’Artista esprime in ogni opera dei riferimenti e delle citazioni agli antichi codici medievali , assemblando in una creazione di spiccata sensibilità moderna materiali antichi , quali ad esempio fogli di musica gregoriana e manoscritti notarili ,    completando e arricchendo l’opera con invenzioni pittoriche e inserti materici spesso di natura vegetale.
Assume quindi , in questa ricerca , particolare importanza l’uso di numerosi materiali, spesso pregiati ma anche di natura povera che vanno a comporre un “unicum”  organico di frammenti fatti rivivere con una sensibilità artistica moderna e sperimentale.
Gli stessi leggii che sostengono i libri sono delle vere e proprie opere plastiche , naturale continuazione visiva e materica della sua invenzione e del suo linguaggio artistico che esalta sì il frammento ma per inglobarlo in un’opera formalmente nuova ed espressiva del suo mondo composito e stratificato.
 
Alfredo Benedetti
L’INESPLICABILE FORZA DEGLI ELEMENTI
Giovedì 24 maggio dalle ore 18:30 negli spazi della hall dell’Abitart Hotel verrà presentata la mostra L’inesplicabile forza degli elementi, personale di Alfredo Benedetti a cura di Micol Di Veroli.
L’artista e architetto romano pone al centro della sua sperimentazione visiva la rappresentazione dei quattro elementi primordiali: Fuoco, terra, aria e acqua.
Nel corso dell’evento verranno presentate al pubblico tele di grande dimensione che raffigurano il fuoco e l’acqua. I quattro elementi si ricongiungeranno in un secondo vernissage che si terrà venerdì 1 giugno dalle ore 19:00 al Supper Club di Roma.
Il viaggio pittorico di Alfredo Benedetti è lungo e non privo di fascinazioni visive le quali nascondono un potere primordiale che appartiene ad un livello emotivo profondo ed oscuro, superiore al ragionamento ed all'emozione stessa. Un fenomeno di apicale vigore capace di congelare ogni processo mentale tranne l'attenzione estrema. L’occhio dell’osservatore si estende oltre la naturale oggettività del panorama, vagabondando su sentieri verdi e lussureggianti per poi gettarsi tra i flutti salmastri ed i neri fondali delle profondità marine, sino al centro della terra ove il gorgoglio magmatico proietta la sua rossastra vitalità in ogni angolo visibile. Somma e dovuta è quindi la finale ascensione al cielo tra delicati venti ed impetuosi circoli di nembi nell’aere.
La pittura di Alfredo Benedetti rappresenta il tentativo arduo e sublime di  raffigurare la forza degli elementi nella loro naturale forma ed azione ma in questo gioco di visioni e di sfrenate sperimentazioni è l’opera a divenir facile preda dei moti dell’universo sino a farne totalmente parte ed a sembrar generata dagli elementi stessi come il più puro dei frutti terreni.
 
Bio:
Nato nel 1955, vive e lavora a Roma. Architetto e docente all’Istituto Quasar, Cultura e progetto dell’ambiente, organismo che nasce come struttura di ricerca, formazione e comunicazione operante nell’ambito della cultura e del progetto dell’ambiente, di cui promuove lo studio e diffonde la conoscenza attraverso mostre, convegni, tavole rotonde, pubblicazioni, corsi di formazione professionale nei settori dell’Architettura di Interni, dell’Architettura dei Giardini e dell’Industrial Design.  Dal 2005 tiene un corso di “Arredamento” presso la Facoltà degli  studi di Roma La Sapienza a Valle Giulia nella Facoltà di Architettura nel Corso di Laurea specialistica quinquennale in Architettura U.E.
Attivo sulla scena artistica dal 1975, partecipa a diverse mostre personali e collettive. Tra le maggiori ricordiamo: “House Sweet Home”, Casale Fazio, Roma; “Three red trees burning”, Istallazione di Land Art nel bosco fra Tivoli e San Gregorio (Rm); “Pensiero e forma”, Centro studi ISO, Roma; “Gli appoggi”, opera performativa , Galleria Extra Cafè, Roma;“Natura terrifica”, Galleria D’Arte Contemporanea Sertoli, Roma; “Gruppo Forteguerri”, Stabile Officina, Roma. L’attività progettuale si è articolata tra realizzazioni, studi, concorsi di architettura, ( secondo premio per la progettazione del museo archeologico di Elea – Velia ), ristrutturazioni di interni in ville, banche, studi professionali, residenze, negozi ed uffici.
Tra le sue opere architettoniche la progettazione dell’Abitart Hotel, hotel di design e del ristorante Estro Bar in collaborazione con Luisa Smiraglia.
A cura di Micol Di Veroli
1° vernissage: giovedì 24 maggio dalle ore 18:30
2° vernissage: venerdì 1 giugno dalle ore 19:00
Fino al 15 giugno
 
Abitart Hotel
Via Pellegrino Matteucci 10/20 00154 Roma ( Italy )
Tel. 06 4543191 Fax 06 454319899 Mail: micoldv@gmail.com
 
Supper Club
Via de’ Nari 14 Roma
Tel 06/68807207 fax 06/6869752
           
Ufficio Stampa Estrobar e Abitart Hotel
                                               HIRMONDO sas di Elisabetta Berrè
                                                       via N. Tommaseo, 7
                                                           00152 Roma
                                                 tel. 065817170 – 338 5258926
                                                         info@hirmondo.it

 

 
Hristina Andreeva – Isabella Nurigiani
FRAMMENTI
Martedì 15 maggio dalle ore 19:00 negli spazi della galleria Studio Tiepolo 38 verrà presentata la mostra Frammenti, doppia personale di Hristina Andreeva ed Isabella Nurigiani a cura di Micol Di Veroli.
Hristina Andreeva e Isabella Nurigiani con la mostra “Frammenti” intendono alterare i nostri sensi visivi con aberrazioni materiche ed ostacoli rivelatori, dimostrando quanto i canonici modi di rappresentazione dello spazio siano solamente degli espedienti di realizzazione dell’immagine con i quali si riproduce ciò che si è abituati a vedere e non ciò che realmente si vede. Al di là delle limitazioni imposte dalla cultura e dalle consuetudini, ogni opera aiuta a comprender quanto la prospettiva non sia il sistema naturale della visione, ma un sistema concettuale attorno a cui ruotano gli oggetti nella loro forma essenziale.
Ad ogni opera di Hristina Andreeva si contrappone la solida e muta presenza ascetica delle installazioni di Isabella Nurigiani che si prefiggono l’intento di ostacolare, di porre una diga innanzi all’occhio dello spettatore ma finiscono per dominare lo spazio con le loro eleganti forme, mentre giocano a completarsi e completar prodigiosamente la minimale perfezione estetica dell’artista bulgara.
Frammenti è la tangibile prova della grandezza dell’arte che sopravvive all’intento della sua stessa creazione, mutando in nuove forme e significati al cangiar della propria percezione visiva. Ed anche se ogni opera rappresenta un organismo concepito per esistere unico e distinto esso può esser completato, alterato, ampliato da un ulteriore impeto creativo che nuova lucentezza gli dona.
Hristina Andreeva è inoltre attiva nel campo dell’architettura lavoro che si accosta perfettamente alla sua ricerca artistica. ”Segmenti”, Libreria “Sacs”, Roma; “Bianco”, Showroom “Duro”, Roma; MaterialMente, Opera caffè, Roma.
 
Isabella Nurigiani, diplomata in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.Vive e lavora a Roma.
Tra le mostre: XXVIII Biennale Contemporanea di Alatri (FR); Simposio di scultura Sinergie estetiche, Riano Flaminio; Simposio di scultura, Carpignano Salentino (LE); pers. Enoteca "Gusto", Alessandria; pers. nell'ambito di Frequenze, Domus Sessoriana, Roma; pers. Gall. Luigi Di Sarro, Roma; pers. Porta Blu Gallery, Roma; collett. Museo della Fanteria, Roma; collett. Museo Mastroianni, Roma; pers. Gall. Stella, Roma; Sfilata Altamoda/Altaroma, gioielli-scultura, Auditorium della Musica, Roma; pers. nell’ambito di esplor_azioni urbane – sviluppo in_sostenibile, Linux Club, Roma; collett. campo boario  ex mattatoio, Roma; doppia pers. Teatro Vascello, Roma; collett Castello Orsini di Bomarzo; pers. Palazzo Medici Clarelli, patrocinata dal I° Municipio di Roma, pers. Galleria André, Roma, doppia pers. Loft Gallery, Corigliano Calabro (CS). pers. Rocca Paolina di Perugia
Una sua opera è collocata dal 2002 presso il “Museo aperto all'aperto", mostra permanente patrocinata dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e dal comune di Olevano.
A cura di Micol Di Veroli
Vernissage: martedì 15 maggio dalle ore 18:00   Fino al 15 giugno 2007
Per info e/o immagini ad alta risoluzione:
Studio Tiepolo 38  Via Giovanni Battista Tiepolo 38 (00196)
+39 3358310878; +39 3280603929  www.studiotiepolo38.eu 
mail: info@studiotiepolo38.eu

 

 

Normal Hero

Angelo Bellobono - Stefania Fabrizi - Massimo Festi - Jessica Iapino - Nicola Micatrotta-  Roxy in the box

Sabato 12 maggio dalle ore 18:00 negli spazi della galleria Limiti Inchiusi a Campobasso verrà presentata la mostra Normal Hero, collettiva di Angelo Bellobono, Stefania Fabrizi, Massimo Festi, Jessica Iapino, Nicola Micatrotta e Roxy in the box a cura di Micol Di Veroli.
 La mitologia narra le imprese di esseri straordinari, dotati di capacità prodigiose, a volte veri e propri semidei che innalzano la tematica dell’eroe e del superuomo a sublime musa ispiratrice di tutta la cultura artistica. Questo poiché il fenomeno di mitopoiesi è inscindibile dall’animo umano, esso rappresenta lo sforzo di rendere l’universo e la sua creazione comprensibile in termini terreni. Normal Hero vuole illustrare la carica di “normalità” presente in ogni eroismo e vuole giocare con il mito depotenziandolo, sino alla mitizzazione stessa della “normalità” in un perpetuum mobile ove tutto diviene il contrario e l’affermazione di tutto.
Sei artisti differenti, come sei spicchi d’animo umano che lentamente ritornano a comporre l’esatta dimensione di un moderno Prometeo. Sei lucide visioni che ornano d’alloro il capo dell’uomo comune e vestono di stracci il moderno superuomo. Una mostra che non rappresenta solamente un esibizione estetica ma anche la conferma in termini artistici di quanto l’azione ed il pensiero eroico siano determinati dal gesto unico e decisivo dell’artista.
 Normal Hero
Angelo Bellobono - Stefania Fabrizi - Massimo Festi - Jessica Iapino - Nicola Micatrotta-  Roxy in the box
a cura di Micol Di Veroli
dal 12 maggio al 30 luglio 2007 vernissage:  sabato 12 maggio ore 18:00
 catalogo in mostra  orari: 17,30 / 20,30 (dal venerdi al lunedì)
Galleria Limiti Inchiusi
via Muricchio, 1
86100 Campobasso
Web site: www.limitiinchiusi.it e-mail: limitinchiusi@virgilio.it
Tel: 338.9858037 - 328.1413929

 

 
Laura Salvinelli  CONGO Reportraits
12 Aprile 2007 - ore 17.00 

Musei Capitolini Centrale Montemartini, via Ostiense 106 Roma

durata mostra: dal 13 aprile al 13 maggio 2007

Nell'ambito di "Fotografia. Festival Internazionale di Roma", dal 13 aprile al 13 maggio 2007, lo spazio espositivo della Centrale Montemartini di Roma ospita la mostra fotografica di Laura Salvinelli   "Congo Reportraits", promossa dall' Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma.

Si tratta di un progetto espositivo inedito, ideato dalla Fondazione Pangea Onlus e curato da Manuela Fugenzi, elaborato seguendo le tappe di una galleria di ritratti lungo la quale poter seguire l’andamento di un reportage profondo. Fare reportage attraverso l’uso del ritratto, significa registrare gli stati d’animo di quell’esistenza toccata dalle inquietudini e dal dolore ed insieme raccontare l’emergenza dell’impulso di vivere. I reportraits dal Congo di Laura Salvinelli, sono ritratti che testimoniano le presenze umane di un luogo la cui tragedia lascia senza parole.

Qui diventa palese il riferimento alle vicissitudini della Repubblica Democratica del Congo, segnata dalla guerra civile e dalla corruzione politica: un paese in continua crisi, dove continuano ad esserci ogni giorno migliaia di sfollati, vittime di fame e abusi.

Nelle foto di Salvinelli le impronte della guerra appaiono come trattenute nella superficie fotografica, percepibili tra i volti e gli sguardi, tra la luce e l’ombra del bianconero di occhi, pelle e vesti.

L’alto valore estetico di questi ritratti accompagna la fruizione di territori inconcepibili e insopportabili, nelle  vite solcate dall’orrore: l’arte rivela, medita e consola le ferite.

Laura Salvinelli intende documentare una realtà che ha visto, seppur costretta dai limiti e dai divieti imposti dalle autorità locali, raccogliendo con energia la potenza della sua sensibilità fotografica. Una sensibilità che ha cura, attenzione e rispetto per la bellezza, così come per la dignità umana.

L’arte del ritratto muove le corde interiori della compassione e della dedizione all’individuo. Le tragedie a cui fa riferimento il reportage della Salvinelli, sono quelle dei bambini abbandonati e accusati di stregoneria, quelle dei campi profughi affollati di gente proveniente dalle zone del Kivu e dell’Ituri ancora in guerra, delle donne colpite da AIDS.

L’accento cade anche sulle “rinascite”delle giovani donne povere e ragazze madri, di Kimbanseke, periferia di Kinshasa sostenute nel loro percorso di riscatto economico e sociale dal progetto Makita della Fondazione Pangea Onlus, che da anni promuove progetti di sviluppo a favore delle donne attraverso la microfinanza, l’alfabetizzazione, la formazione professionale e sulle questioni igienico-sanitarie, sui diritti umani, e sulle questioni di genere.

Come insegna la fotografia impegnata di Lewis Hine di un secolo fa sul lavoro minorile e sugli immigrati in America, così i ritratti in mostra alla Centrale Montemartini di Roma, incentrati sulle ultime emergenze del mondo, sono accompagnati dalle microstorie che la fotografa ha raccolto con sensibilità giornalistica.  

 Laura Salvinelli lavora nell’ambiente dello spettacolo come ritrattista. Dal 1989 si reca regolarmente in Asia realizzando reportages per l’editoria e negli ultimi anni ha iniziato una stretta collaborazione con alcune associazioni umanitarie, raccogliendo e pubblicando le storie delle persone da lei ritratte.

Questo portfolio sul Congo rientra in un progetto più ampio sul mondo delle donne e dei bambini, un impegno anche personale per la costruzione della pace.

Tra le mostre più recenti: La cura (2004) sulla ricostruzione dell’Afghanistan; Sulla Prima Nobile Verità-ritratti di guerra, esilio e rinuncia (2005) realizzati nel continente asiatico. E' l'unica presenza europea nella mostra collettiva In the Eyes of a Woman organizzata dall'Art Program della World Bank a Washington DC (marzo-luglio 2007).  In Francia è stata pubblicata da Piterak e Mythra.

www.laurasalvinelli.com

 Mostra:   Congo Reportraits 

Quando:  13 aprile - 13 maggio 2007

Dove:   Roma, Centrale Montemartini, Via Ostiense 106 

Orari:  da martedì a domenica ore 9.00 - 19.00 la biglietteria chiude alle 18.30; lunedi chiuso

Biglietti:   ingresso museo: euro 4.50 intero, 2.50 ridotto, gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente, il biglietto del Museo consente anche la visita della mostra.

Enti Promotori:  Comune di Roma Assessorato alle Politiche per la Semplificazione, la Comunicazione e le Pari Opportunità; Assessorato alle Politiche Culturali 

Iniziativa nell'ambito di: Fotografia. Festival Internazionale di Roma

Organizzazione:  Fondazione Pangea Onlus

Supporto organizzativo e Servizi Museali:  Zètema Progetto Cultura

 Info:tel. 06 5748030 (da martedì a domenica ore 9.00 - 19.00) 

tel. 06 82059127 (tutti i giorni ore 9.00 - 19.30)

www.centralemontemartini.org   www.zetema.it  www.laurasalvinelli.com

 Ufficio Stampa della mostra:  Michela Casavola e-mail: michelacasavola@yahoo.it  tel: +39 347 4823583 Info: www.laurasalvinelli.com

Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura: Giusi Alessio e-mail: g.alessio@zetema.it tel: +39 06 82077327 +39 3404206562 www.zetema.it

Per approfondamenti ed interviste sul progetto Pangea:   Aldo Daghetta e-mail: a.daghetta@pangeaonlus.org  tel: +39 348 8873867 www.pangeaonlus.org

 

 

ANTONIO BARDINO    Music for airports

A cura di Micol Di Veroli

Vernissage: Giovedì 15 marzo ore 18:30

 Giovedì 15 marzo 2007 apre a Roma nell’elegante e suggestiva cornice di via del Pellegrino un nuovo spazio dedicato all’arte dove l’arte stessa è il punto d’incontro tra competenza, tradizione e voglia di sperimentare ed investire sulla giovane arte. Dora Diamanti Arte Contemporanea è il nome di questa galleria che si prefigge l’obiettivo di offrire proposte mirate non solo al valore artistico dell’oggetto ma anche alla sua importanza estetica. L’opening della galleria sarà la mostra personale di Antonio Bardino dal titolo Music for airports a cura di Micol Di Veroli. L’esposizione presenterà al pubblico 11 opere pittoriche che rappresentano la massima espressione della potente carica visiva del pittore di origini sarde. Alcune di esse sono state selezionate all’evento ManinFesto presso Villa Manin, centro d’arte contemporanea a Codroipo (Ud).  Music for airports è anche il titolo di un epocale sinfonia di Brian Eno pioniere della musica sperimentale. Nella sua opera, appositamente studiata per le sale d’attesa, la musica si pone come arredamento, le strutture diventano gigantesche scatole in cui il suono si estende libero e diviene parte integrante dell’ambiente. La stessa musica di Brian Eno riecheggia liquida e sensuale negli air terminals di Antonio Bardino. L’aeroporto, luogo frenetico per antonomasia diviene un ambiente in bilico tra metafisica ed iperrealismo. Opere che ritraggono aeroporti deserti dove tutto rimane fatalmente appeso al lucente riflesso dei pavimenti immacolati, superfici dove nessuno transita e mai nessuno sembra aver vissuto. Fotogrammi pittorici dalle pennellate precise e morbide che si muovono dentro sottili sfumature, dietro lenti nembi di colore.  

Antonio Bardino nasce ad Alghero (SS) nel 1973. Vive e lavora a Udine. Attivo sulla scena artistica dal 1993, ha partecipato a numerose mostre personali e collettive. Tra le maggiori esposizioni ricordiamo: ManinFesto, Villa Manin, Passignano (Ud); No signal, Galleria Nuova Artesegno, Udine.

  ANTONIO BARDINO  Music for airports  A cura di Micol Di Veroli

Vernissage: Giovedì 15 marzo ore 18:30 Fino al 21 aprile 2007

Dora Diamanti arte contemporanea

Via del Pellegrino, 60 Roma tel 06/68804574 fax 06/68212702 cel: 339/8467653

www.doradiamanti.it  info@doradiamanti.it micoldv@gmail.com

 
Eventi 2007  Teatro Sala Uno

Piazza di Porta San Giovanni -10 ROMA

www.salauno.it    www.amarti.biz

 Lunedì 26 Febbraio ore 21,15

Martedì 27 Febbraio ore 19

Mercoledì 28 Febbraio ore 21,15

Presenta  La Parata

Di Loula Anagnostaki

Con Anna Schirru e Andrea Valentini

Regia di Alessandro Valentini

 Il testo descrive il rapporto tra un fratello, Arìs di 16/17 anni, e una sorella, Zoì di 23/24 anni, chiusi nella loro stanza dove vivono la loro realtà claustrofobia, fatta di amore, gelosia, piccole cattiverie, gioco, rabbia, consapevolezza, incoscienza, ansia di libertà….e fin qui sembra la classica dinamica di rapporti di adolescenti tra loro e con la propria crescita, ma la Anagnostaki inserisce un elemento che disturba, distorce, mette in controluce, drammatizza questa realtà dall’aspetto normale: il mondo esterno, inteso sia come macrocosmo (gli uomini , la società, la città, ecc.) e che simbolicamente l’autrice rappresenta come una parata militare; sia come microcosmo (il padre, la famiglia) che viene descritta come una dolorosa assenza. La parata militare non è un’immagine casuale, l’Anagnostaki scrive questo testo nel 1965, cioè meno di due anni prima del colpo di stato militare in Grecia (il regime dei colonnelli), che instaurerà una delle più feroci dittature del ‘900. E la giovane autrice con eccezionale intuizione profetica capì la tragedia che incombeva sul suo paese e scrisse appunto “La Parata”, una storia normale che viene crudelmente interrotta, lasciando un senso di angoscia e di profonda ingiustizia, i sentimenti eterni che ogni uomo prova davanti all’innocenza negata, alla gioventù rubata, alla perdita della libertà. 

 
“ViaMaestra 114” ARTE CONTEMPORANEA
                                               Associazione Culturale
                                                               Via della Repubblica, 114 – 53036 Poggibonsi (SI)
                                                               Tel. 334/86.58.689
e-mail: viamaestraarte@libero.it    web: www.viamaestra114.com
                                                                    
presenta

 Carnevale con gli artisti

mostra collettiva d’arte a tema libero

Espongono: Clara Abate, Franco Piero Azzini, Alessia Baragli, Eleonora Bardi,  Antonio Barrani, Adua Biagioli, Peppino Biagioli, Piera Biondi, Silvana Bruno, Franca Buffoni, Gloria Campriani, Franco Cappelli, Roberto Carchedi, Roberta De Marco, Maria Atit Di Chiara, Andrea Gelici, Antonina Monti Giammarinaro, Marco Lami, Lalla Lippi, Antonia Lo Monaco, Umberto Maggiorelli, Irene Manconi, Sergio Manzi, Flait Martini, Rosanna Matteoni, Maurizio Mercati, Giovanni Monti, Silvia Parentela, Rosalba Parrini, Angiolo Pergolini, Daniele Pezzoli, Federico Piantini, Vincenzo Rosciano,  Gabriele Saccocci, Salvatore Seme, Lapo Simeoni, Stefano Socci, Anna Sticco, Sylvia Teri, Irene Tudisco, Marco Verecondi, Luigi Viti, Maddalena Zuddas.

 Luogo: CAFFE’ DECO’   Piazza della Libertà, 45/46/R FIRENZE Inaugurazione:   Martedì 20 febbraio 2007 alle ore 17,00

Periodo:   Dal 20 febbraio 2007 al 20 marzo 2007                                Orario:    Dal lunedì al sabato 8.30/2.00; la domenica 12.30/24.00                Addetto Stampa:  G. Riccardo Guerrieri – 348/72.18.142                                       Curatrice:     Maddalena Zuddas: 335/7010657 maddalenazuddas@libero.it

         All’insegna del motto “Semel in anno licet insanire” (una volta l’anno è lecito impazzire) un folto gruppo di pittori provenienti da svariate regioni italiane si è dato appuntamento martedì 20 febbraio al CAFFE’ DECO’ di Firenze in Piazza della Libertà per esporre le proprie opere e festeggiare il Carnevale.

            L’inaugurazione dell’esposizione, organizzata da Maddalena Zuddas, sarà ripresa dall’emittente televisiva TOSCANA TV che trasmetterà un ampio servizio sull’avvenimento nella rubrica INCONTRI CON L’ARTE curata dal giornalista Fabrizio Borghini.

Il Carnevale è, fin dai tempi più remoti, il periodo dell’anno dedicato alla festa, al divertimento, al travestimento, alla licenza e, più in generale, al dire e fare liberamente quel che si vuole senza alcuna soggezione verso l’autorità e la morale costituite. In questo significato generale, la festa di Carnevale - indipendentemente dal suo specifico nome nelle diverse epoche e culture - ha attraversato pressoché tutta la storia della civiltà umana. Nel mondo latino, per esempio, esso è riconducibile alla festa dei Saturnali degli antichi romani. Oggi, in tempi forse più edonistici e permissivi di un tempo, i festeggiamenti del Carnevale hanno in gran parte perduto il loro valore eversivo e liberatorio, e si limitano di solito all’uso delle maschere, al travestimento e alle feste danzanti. Solo in alcune località esso ha conservato, pur con notevoli diversità da un posto all’altro, l’aspetto di una grande festa collettiva: ad esempio a Ivrea, Viareggio e Venezia in Italia, a Nizza in Francia e a Rio de Janeiro in Brasile, dove prevale ancora il gusto delle danze collettive e liberatorie.

La mostra al CAFFE’ DECO’ di Firenze vuole avere alcune tipiche valenze carnascialesche essendo stata concepita come una vera e propria “festa” dell’arte e degli artisti; la pittura, infatti, può ancora oggi assumere un valore dirompente in quanto mezzo di libera espressione dell’animo umano, al di là degli schemi imposti e delle convenzioni sociali.
 

Stefano Trappolini

 Lettere private

a cura di Giorgia Calò e Micol Di Veroli 

Vernissage: martedì 13 febbraio 2007, ore 18:30

Martedì 13 febbraio 2007 alle ore 18:30, l ’Estro Bar - Abitart Hotel di Roma inaugura la mostra personale di Stefano Trappolini,  Lettere private, a cura di Giorgia Calò e Micol Di Veroli.

 L’esposizione presenta al pubblico venti opere che ben sintetizzano la ricerca artistica di Stefano Trappolini. Si tratta di lavori su tavola e su tela, alcuni dei quali realizzati dall’artista ad hoc per gli spazi che ospitano questa mostra. Nel foyer del ristorante verrà esposta una tela di grandi dimensioni del 2006, si tratta della Grande T (collezione privata).

In occasione dell’inaugurazione sarà inoltre proiettato in loop Privacy (2004-2006, 4’), ultimo video realizzato dall’artista.

 Come si evince dal titolo, in occasione di questa mostra Stefano Trappolini presenta il suo privato e quello del pubblico stesso. Se da una parte lo spettatore ha modo di vedere nel video Privacy tranche de vie, pezzi di un vissuto quotidiano strappati e catturati dall’obiettivo dell’artista; dall’altra è Trappolini stesso a mettersi “a nudo” e lo fa mostrando le sue tele e le sue tavole su cui opera freneticamente. Ogni quadro presenta una o più lettere, alcune di queste si intrecciano, formano frasi di senso compiuto, si scambiano in un gioco semantico che rimanda ai celebri lavori dell’artista-intellettuale Luca Maria Patella.

Le lettere dipinte da Stefano sono in realtà iniziali di nomi di persone a lui care, sono dati di memoria genetica: metafore linguistiche realizzate mediante l’uso di simboli alfabetici. Altre opere contengono stralci di appunti privati, scambi epistolari che interagiscono con le lettere formando un’immagine unica. Ma a caratterizzare i lavori di Trappolini è anche un uso sapiente del colore. Pigmenti fangosi si mescolano ai colori vivaci: i rossi, i gialli e i bianchi luminosi si “sporcano” di marrone e di nero. La sabbia, la terra e la colla sono solo alcuni degli elementi che adopera Trappolini per conferire ai suoi lavori quella materialità propria di tanta pittura informale. La forma, la materia e il colore sono quindi tre elementi distintivi dell’operato artistico di Stefano Trappolini. (G. Calò)

 Dietro languidi richiami alla pittura informale ed al pop, Stefano Trappolini sceglie il silenzio delle parole e le accosta ad una personale sperimentazione visiva che si avvale anche della videoarte. Privacy è il titolo di un visual che contrappone alla schiacciante riconoscibilità delle lettere pittoriche l’anonimato informe di persone che si sciolgono in macchie colorate mentre passeggiano per strade cittadine. Persone fatte di nomi occultati dalla legge sulla privacy sembrano ridursi anch’esse in semplici iniziali che si intersecano di nuovo nelle opere pittoriche in un lascivo gioco di lenti rimandi. (M. Di Veroli)

 Stefano Trappolini è nato nel 1964. La sua ricerca è prevalentemente indirizzata alla pittura ed alla video-arte. Dal 1992 insegna arte della fotografia e della cinematografia all’istituto d’arte di Pomezia. Attivo sulla scena artistica dal 1996, ha partecipato a numerose mostre personali e collettive.

 Stefano Trappolini      LETTERE PRIVATE     13 febbraio – 17 marzo 2007

 

Per informazioni al pubblico e ufficio stampa / immagini in alta risoluzione

Abitart Hotel  Via Pellegrino Matteucci 10-20, 00154 Roma

tel/fax: +39 06 4543191 - mail: info@abitarthotel.com  www.abitarthotel.com

Giorgia Calò: 348 8938489 – giorgia.cal@gmail.com

Micol Di Veroli: 339 8467653 – micoldv@gmail.com

 

 
    ViaMaestra 114 ARTE CONTEMPORANEA
Associazione Culturale
    Via della Repubblica, 114 – 53036 Poggibonsi (SI)
Tel. 334/86.58.689
viamaestraarte@libero.it   www.viamaestra114.com

presenta

Di terra in terra
una ricerca  di Maddalena Zuddas sul paesaggio toscano
 Inaugurazione:  sabato 3 marzo 2007 ore 17,30
Periodo: dal 3 marzo 2007 al 14 aprile 2007
Orario:   dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 19.30 
              su Appuntamento in altri giorni e orari   
Addetto Stampa:  G. Riccardo Guerrieri – 348/72.18.142

            Maddalena Zuddas ha voluto dare alla mostra che la vede protagonista nei mesi di marzo e aprile alla Galleria “ViaMaestra 114” di Poggibonsi un titolo palesemente metaforico: “Di terra in terra”. La parola “terra”, infatti, assume in questa occasione un duplice significato, richiamando da un lato i territori esplorati dall’artista in un suo viaggio immaginario tra i borghi del chianti fiorentino, le crete senesi e i siti industriali della Val d’Elsa e, dall’altro, la particolare e raffinata tecnica utilizzata per la realizzazione delle opere, dipinte esclusivamente con terre naturali.

            La sua ricerca artistica parte dallo studio della tecnica pittorica dei maestri del passato: già Giorgio Vasari ne Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri descrive come in pittura, sin dal medioevo, si facesse largo uso di “carbone macinato” e “terre gialle e rosse” per ottenere quasi tutti i colori. Come ricorda anche Eric Hebborn, la tavolozza dei grandi artisti era costituita da pochi colori fondamentali. Franz Hals e Rembrandt, e non erano certo gli unici, utilizzavano una base di soli quattro colori.

            Maddalena Zuddas, pur con le limitazioni derivanti da una gamma cromatica ristretta, diretta conseguenza della scelta di utilizzare esclusivamente le terre raccolte e setacciate con le proprie mani in Toscana e in Sardegna, lavorando sapientemente con il pennello riesce tuttavia ad ottenere molteplici effetti coloristici e variegate sfumature. Le campiture di colore sono piatte e rigorosamente bilanciate, suddivise tra loro da tratti neri tracciati con polvere di carbone. L’artista, deliberatamente, rinuncia così quasi del tutto alla profondità e risolve ogni moto plastico in superficie.

            Quando dipinge le crete senesi, Maddalena Zuddas sa cogliere le linee principali del paesaggio riconoscendo il movimento delle colline senza farsi distrarre da particolari che potrebbero indebolire la struttura dell’insieme. Le sue opere, rigorosamente su carta, sono “fresche”, dipinte tutte di prima; evita in tale maniera di far insordire i toni dei colori. Nel dipingere appare lontana da una rappresentazione naturalistica e più attenta ad una visione sintetica della realtà.

            I siti industriali ed i borghi, allo stesso modo, sono delineati con tratti essenziali e marcati che danno alla composizione un’atmosfera sospesa e senza tempo. Non esiste un rapporto con una dimensione umana ma solo la raffigurazione di un ambiente. I volumi delle architetture sono definiti da segni neri e le finestre e le porte appaiono come spazi vuoti, al pari di come Mario Sironi dipingeva le sue periferie urbane tra la fine del primo e l’inizio del secondo decennio del secolo scorso, un maestro al quale tutti gli artisti originari della Sardegna pagano ancor oggi, più o meno consapevolmente, il loro tributo.

 

Stefano Altieri

Urban Landscapes

Giovedì 14 dicembre 2006 dalle ore 18:30 all’Estro Bar – Abitart Hotel si inaugurerà la mostra personale di Stefano Altieri, Urban Landscapes a cura di Micol Di Veroli e Chiara Vigliotti.
 
L’esposizione presenta al pubblico 14 opere di dimensioni diverse, che ben sintetizzano l’esperienza della ricerca artistica di Stefano Altieri.
 
Stefano Altieri si inserisce ferocemente nel contesto paesaggistico così come il cemento impasta di grigio ogni singolo angolo verde della nostra realtà urbana. Montagne ed alberi  cedono il passo a turbinii di veicoli ed imponenti costruzioni, il cielo si intuisce appena mentre timidi accenni di vegetazione appaiono sporadici e spauriti come note stonate. Eppure Stefano Altieri è anch’egli un paesaggista poiché questo è il nostro paesaggio, la sua pittura offre una visione contemporanea fredda ma lucida, priva di inutili ipocrisie che in un inusitato connubio tra un chiaro ammiccamento all’iperrealismo ed un misurato approccio materico illustra al meglio l’odierno mutar dei tempi e dei luoghi. ( M. Di Veroli )
Ogni immagine dipinta da Stefano Altieri è una fotografia, un momento autobiografico ripreso in un taglio efficace che seguendo una scelta precisa, inquadra la vita delle diverse metropoli in cui si è fermato nei suoi viaggi. San Francisco, New York, Chicago e Roma viste attraverso il mirino della sua digitale è così inserite in un archivio, pronte per essere sottoposte ad una scelta ulteriore e decisiva: quale fotogramma diventerà un dipinto? In Urban Landscapes la direzione è unica, la strada, in 14 angolazioni diverse, come in una serie di foto di scena che inquadrano piazze, automobili, incroci, tangenziali, insegne luminose come se stessimo guardando tutti lo stesso film. ( C. Vigliotti )
 La mostra fa parte del ciclo “A BIT Of ART”, sodalizio fresco ed inusuale che rappresenta il punto di raccordo tra cultura e grande pubblico. L’Arte contemporanea si apre a nuove sperimentazioni ed incontra il raffinato spazio espositivo dell’Abitart Hotel di Roma in una serie di exhibitions curate da Micol Di Veroli.
Stefano Altieri è nato a Roma nel 1970 dove vive e lavora. Ha partecipato nel 1997 alla Biennale di arti figurative di Firenze e nel 2004 ha esposto alla Torretta Valadier in una mostra dal titolo "I colori di Roma" con il patrocinio del Comune di Roma.
A cura di Micol Di Veroli e Chiara Vigliotti
Vernissage: 14 dicembre ore 18:30
Dal 14 dicembre 2006 al 14 gennaio 2007

 Per informazioni al pubblico e ufficio stampa / immagini in alta risoluzione

Abitart Hotel  Via Pellegrino Matteucci 10/20 00154 Roma ( Italy )
Tel. 06 4543191  Mobile 339 8467653  Fax 06 454319899
Mail micoldv@hotmail.com
Website www.abitarthotel.com , www.micoldiveroli.com

 

 
Homo Ludens – quando l’arte entra in “gioco”
     L’arte incontra il gioco, si riprende la libertà di stravolgere le regole del sistema sociale e la logica del pensiero razionale. Casualità, stupore, meraviglia e proiezioni fantastiche convivono e si armonizzano in una dimensione “altra”, apparentemente dissonante, che costituisce il territorio dell’espressione artistica svincolata dal concetto di mimesi.
     L’arte, come il gioco, non accetta imposizioni, non conosce obblighi, per definizione è un atto libero.
     Libera di rappresentare, alludere, ricostruire o distruggere, delineando trame e intessendo storie, dal finale a sorpresa.
    L’elemento ludico irrompe nell’arte come trasposizione di una imprevedibile dimensione spirituale e irrazionale, manifestandosi in nuove forme che dalle avanguardie storiche del ‘900 portano all'happening e alle performance dei primi anni '60, al graffitismo, al video e alle manipolazioni digitali.
     Gioco libero, quindi, ironica rivoluzione espressiva, sotto il segno della decostruzione di linguaggi, convenzioni e comportamenti prestabiliti.
    Nelle opere esposte, come finestre, si accendono porzioni di mondi paralleli tenuti in vita da fantastiche sostanze artificiali, dissacranti e tenaci, brucianti come il desiderio.
                Anche stavolta, la fantasia “andrà al potere” con la forza dirompente dei sogni, sospendendo ogni giudizio, con o senza violenza, sicuramente senza peccato.
Galleria Neoartgallery

via Urbana 122  Roma

Inaugurazione: Sabato 2 dicembre ore 18.30

Orari : dal martedì al sabato 15.30/19.30 

 

 

Jessica Iapino

 E   D   E   N

 a cura di Micol Di Veroli

Inaugurazione: martedì 5 dicembre 2006, ore 18.30

 Martedì 5 dicembre 2006, alle ore 18:30, il MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “La Sapienza” inaugura la mostra personale della giovane artista Jessica Iapino, Eden, a cura di Micol Di Veroli.
 Diplomata alla Marymount International School Rome, Jessica Iapino ha proseguito gli studi presso l’American University of Rome e successivamente ha compiuto ricerche sull’anatomia artistica e scultura presso la R.U.F.A. Rome University of Fine Arts. Artista dal curriculum interdisciplinare, nasce da una formazione scultorea con interessi che variano dal cinema alla fotografia.
 In occasione della mostra al Mlac l’artista presenta il suo recente lavoro Eden, vincitore del Premio “Grand Festival Award - Arts” al The Berkeley Film and Video Festival 2006 (California, USA). Eden è una video installazione composta da una proiezione video, quattro sculture e fotografie digitali.
Nel video Eden (3’55’’) è assente il dialogo, solo una musica accompagna la visione del giardino terrestre. Bambole gonfiabili si sostituiscono ad Adamo ed Eva, muovendosi in un artefatto universo popolato da disturbanti richiami sessuali e cantilene infantili che ammiccano al perverso mondo delle parafilie. Cinture di castità, antichi simboli di costrizione e possesso, si tramutano in moderne icone del disagio che conduce all’eccitamento.
Le stesse cinture che appaiono nel video le ritroviamo nell’installazione Thou shalt not desire racchiuse in cilindri di plexiglass che le elevano a raffigurazioni mistiche e blasfeme allo stesso tempo.
La mostra prevede anche un intervento site-specific con l’esposizione di cinque opere fotografiche dal titolo In the name of  stampate su acetato, installate in modo da formare una croce. In ognuna di queste foto le bambole protagoniste del video si contorcono lascivamente in morbose e quanto mai improbabili effusioni tantriche.
 Jessica Iapino ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo, tra le quali ricordiamo: Vidi_FestiVAL06, La Sala Naranja, Valencia – Spagna; The Detroit International Film & Video Festival, The Museum Of New Art (MONA) – USA, 2005; MAF 2005 - Thailand 3rd New Media Arts Festival, Bed Supper Club, Bangkok – Tailandia; Island Art Film & Video Festival, Prenelle Gallery, Londra - Gran Bretagna, 2005; OBSESSION, Gallery X - International audio-video art festival IST II, Istanbul – Turchia, 2005; International Experimental Film Festival Carbunari 2005, Florean Museum, Baia Mare – Romania; Video Island, Isola Tiberina,Roma, Videominuto PopTV, Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; Visionaria 2006, Palazzo Appiani, Piombino, Livorno.
 La mostra ideata nell’ambito del Master Individuale in Cura Critica ed Installazione Museale fa parte della programmazione del ciclo Get Up Fast! Cab, attuata con il contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”, realizzata dal curatore del MLAC Domenico Scudero per la direzione di Simonetta Lux.

 

MLAC  Lun – Ven ore 10:00 – 19:30    dal 5 al 29 dicembre 2006

Direttore: Simonetta Lux Curatore: Domenico Scudero Ufficio stampa: Giorgia Calò

 

 

GABRIELE BIANCHI

 Firenze, 25 SETTEMBRE 2006

 Oggetto:  “Lo specchio di ametista”di Gabriele Bianchi

  ENNESIMO SUCCESSO PER IL LIBRO “LO SPECCHIO DI AMTISTA”  

L'ultima fatica dello scrittore toscano Gabriele Bianchi,“Lo specchio di ametista”, sta continuando a mietere successi di critica e di pubblico.
Dopo i seguenti riconoscimenti:
-         libro finalista al Premio Maria Cristina
-         libro 2° classificato al Premio Internazionale Mondolibro
-         libro con menzione speciale al Premio Firenze Capitale d'Europa
-         libro finalista , per il miglior capitolo, al Premio”Il Ceppo di Pistoia”
-         libro Vincitore Premio Selezione del Premio Letterario Internazionale Archè “Anguillara Sabazia Città d' Arte”
-         libro primo classificato al premio Centro Culturale Maestrale di Sestri Levante
-         libro primo classificato al premio letterario nazionale “Associazione Chiese Storiche”
 Con questo libro Gabriele Bianchi, già autore  di varie pubblicazioni, ci regala “il libro della vita”, frutto di un percorso di pensiero che ha attraversato vari decenni della sua esistenza. Nonostante questo il primo pregio di queste pagine è che sono prive di ogni forma di autobiografismo. La narrazione si libra alta sopra ogni aspetto della quotidianità.
 Trattasi di un viaggio onirico attraverso il mistero dell'esistenza che l'autore compie con fantasia e con un bagaglio culturale che gli deriva dalla lettura di testi ben selezionati.
 Un viaggio dove si alternano luoghi reali, primo fra tutti la città di Venezia, e luoghi dell'immaginazione che Gabriele Bianchi sa creare attraverso la luce ed i colori.
 Un libro che le cui pagine scorrono veloci sotto le mani per poi invogliarle a sfogliarle di nuovo per meglio capire, meglio comprendere quello che attraverso il libro riusciamo a scovare dentro la nostra anima.
 Ufficio stampa dott.ssa Daniela Lombardi 339-4590297 0574-32853
 
IMPOSSIBLE
Luca Curci vs Fabiana Roscioli
 a cura di Giorgia Calò e Micol Di Veroli
Abitart Hotel: vernissage mercoledì 15 novembre 2006 ore 18:00
 
 
Mercoledì 15 novembre 2006, alle ore 18:00, l’Abitart Hotel di Roma inaugurerà la mostra Impossibile, di Luca Curci e Fabiana Roscioli.
 L’esposizione presenta al pubblico 20 stills tratte dalla trilogia video di Luca Curci e Fabiana Roscioli realizzata tra il 2004 e il 2006: Impossible language, Impossible love, Impossible garden. In occasione dell’inaugurazione sarà proiettata la trilogia video e verrà presentato il catalogo della mostra, a cura di Giorgia Calò e Micol Di Veroli.
 La scelta fatta dalle curatrici e dagli artisti è stata quella di portare la mostra in un luogo pubblico, generalmente non deputato all’arte, quale l’hotel. L’albergo che ospita l’evento è stato scelto come luogo ideale per accogliere i lavori di Luca Curci e Fabiana Roscioli sulla base della sensibilità e attiva partecipazione che ha dimostrato fin dalla sua apertura. L’Abitart Hotel, infatti, sin dalla sua nascita ospita periodicamente mostre di pittura, fotografia e digitali.
L’“arte nell’hotel” è un fenomeno che si sta espandendo in Italia e all’estero a ritmo sempre più serrato. Non è un caso che i lavori di Luca Curci e Fabiana Roscioli sono stati recentemente presentati in occasione di una importante fiera internazionale di video, DiVA, tenutasi all’hotel Kube di Parigi (ottobre 2006).
Luca Curci Curci e Fabiana Roscioli nei loro video e nelle still tratte dai video stessi, propongono una diversa osservazione sulla tematica dell’Impossibile. Impossible language, il primo della trilogia, manifesta un tentativo di ritrovare una congiunzione, un equilibrio tra mente e corpo, una continuità tra corpo e natura, soggetto e oggetto, corpo e spiritualità, convinti che non esista un modello in cui non sia la natura a dettare le regole. Impossible love è invece la rappresentazione di un non-luogo. Una visione binaria in una dimensione, nella quale il corpo-macchina cerca di interagire, comunicare. Combattendo tra l'essenza e l'assenza, tra il contatto e la visione, tra il silenzio ed il vuoto. L’ultimo video della trilogia, Impossible garden, presentato per la prima volta a Roma in occasione di questo evento, esplora le nuove frontiere della comunicazione, in un universo artistico della mutazione, spostandosi sui nuovi incroci possibili che innestano immagini, nuove tecnologie, culture etniche, chirurgia estetica, manifesti teorici, architettura e rapporti psicofisici tra corpo e spazio-identità.
I video sono curatissimi negli aspetti estetici, simbolici e comunicativi. Dall’abbigliamento all’arredamento, dall’architettura della location alla sperimentazione attraverso la musica elettronica, il ciclo Impossible è una perfetta triade visuale che pone l’accento sulla tematica del nulla come continua volontà di trascendere il mondo.
Per maggiori info: www.lucacurci.com
 
 
 
IMPOSSIBLE
Luca Curci vs Fabiana Roscioli
 
15 novembre – 9 dicembre 2006
 
Abitart Hotel
Via Pellegrino Matteucci 10-20, 00154 Roma
tel/fax: +39 06 4543191 - mail: info@abitarthotel.com
www.abitarthotel.com
 
Info
Giorgia Calò: 348 8938489 – giorgia.cal@gmail.com
Micol Di Veroli: 339 8467653 – micoldv@gmail.com
 

Zaelia Bishop per Nativo Onlus

 con la partecipazione dell’Ambasciata del Kenya

presenta

BA – BA .Bambini Baobab - An African Tale-.

13_21 ottobre 2006

 Fondazione Pastificio Cerere  Via degli Ausoni 7, Roma

E’ la mostra personale del giovane artista Zaelia Bishop ideata per la campagna di sensibilizzazione dell’Associazione Nativo Onlus promossa per garantire l’assistenza medica di base per tutto il 2007
a 274 bambini dei villaggi di Watamu, Timboni e Gede, in Kenya.
 L’ esposizione è inserita all’ interno degli eventi promossi da Alice nella Città sezione della Festa del Cinema di Roma.
Da sempre i bambini sono la parte più esposta del tessuto sociale africano ma anche per questo sono simbolo di forza e continuità, di crescita e di cambiamento. Aiutarli a vivere meglio preservandoli
dalle malattie significa aiutarli a sviluppare radici profonde e forti come quelle del Baobab, l’albero della vita.
La personale di opere presentate è ispirata alla dimensione favolistica dell’immaginario infantile tramandato nelle fiabe Africane.Lo Zimwi (l’Orco) lo Mchawi-Jiti (il Mago-Albero) e il Kingu-Ngedere (il Re-Babuino) fanno da sfondo al lento incedere del tempo che dal tramonto all’alba fa trasmigrare i sogni infantili nella
magia di una notte africana senza stelle.

Il 18 ottobre alle ore 19.00 si terrà un incontro con l’artista e con i responsabili dell’Associazione Nativo Onlus per la presentazione della Campagna di sensibilizzazione “Bambini Baobab” finalizzata al progetto di assistenza medica, al quale si potrà contribuire con una semplice donazione.

Ingresso gratuito 13_21 ottobre h: 17:00-00:00   Inaugurazione : 13 ottobre h : 18:00.

Incontri Nativi mercoledì 18 0ttobre 2006 h:19:00

A cura di Nativo Onlus www.nativonlus.com  nativonlus@hotmail.com  

 

 

La Galleria d’Arte “Il Ceppo”

in collaborazione con

“ViaMaestra 114” ARTE CONTEMPORANEA  -  Poggibonsi (Si)

 presenta

“De humana natura”        Riflessioni sulla figurazione                              dal 14 ottobre al 12 novembre 2006                                                                   

opere di  B. Achir, A. Barrani, M. Capelli, G. Corsini, G. Di Benedetto, C. Giomi, R. Guerrini, L. L'Abbate, M. Lami, S. Manzi, G. Monti, D. Pezzoli, P. Sani, R. Scapparone, E. Verner

 In una realtà satolla d'immagini digitali immediate ed efficaci, irrompe nuovamente l’evanescente fascino del dipingere.

Un gruppo di artisti, diversi tra loro per formazione estetica e cifra stilistica, ma accomunati da un raffinato spirito di ricerca nell’ambito della figurazione contemporanea, s'interrogano sulla natura umana utilizzando le potenzialità della rappresentazione pittorica, della quale cercano di ricostituire la formula. Difendendone le premesse e rivendicandone le potenzialità. Per svilupparne, ancora oggi, codici e tecniche. Il risultato è una perlustrazione dell’animo umano ad opera di chi pratica il mestiere della pittura, una sorta di periplo immaginario intorno al sempre attuale mistero dell'uomo.

 Openin: sabato 14 ottobre alle ore 16,30         

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00  

Dopo l’inaugurazione la mostra sarà visitabile sul sito web www.viamaestra114.com

Galleria d’Arte ”Il Ceppo”  -  Via Cavour, 52  -  Abbadia S. Salvatore (Si)

Tel. e fax 0577/776419  -  e-mail: carloterzuoli@alice.it

 

 

ViaMaestra 114

ARTE CONTEMPORANEA
Via della Repubblica, 114
53036 Poggibonsi (SI)
Tel. 334/86.58.689
www.viamaestra114.com
viamaestraarte@libero.it

 “I luoghi dell’anima”  Scenari interiori

dal 15 ottobre al 13 gennaio 2007

 Un gruppo di artisti (B. Achir, E. Bandelli, A. Barrani, M. Capelli, G. Corsini, G. Di Benedetto, C. Giomi, R. Guerrini, L. L'Abbate, M. Lami, S. Manzi, G. Monti, D. Pezzoli, P. Sani, R. Scapparone), non omogeneo per formazione estetica e cifra stilistica, ma unito da un raffinato spirito di ricerca nel campo della pittura, della fotografia e della ceramica contemporanea, si cimenta su un tema sempre attuale e, al contempo, per nulla abusato: il paesaggio interiore.

I lavori compongono una raccolta di paesaggi dell’anima, insieme di sentimenti ed emozioni trasmessi attraverso la forza evocativa del segno e l’impatto del colore. Frutto di una ricerca interiore, di per sé mai definitiva né definita, questi "paesaggi" non assumono i caratteri di una statica fotografia o di qualcosa di immutabile, ma rappresentano l’emersione di pezzi segreti dell’anima degli artisti.

Mai come in questa occasione la mano dei pittori e dei ceramisti è guidata dal cuore. Ed è con “occhi del cuore” che le opere proposte vanno guardate, perché – come ha scritto Saint Exupery – “on ne voit pas qu’avec les yeux du coer ”.

Opening:  domenica 15 ottobre alle ore 17,30                                        Curator M. Maddalena Zuddas          

Orari di apertura: giovedì e venerdì dalle 17,00 alle 20,00   su appuntamento in altri giorni

Dopo l’inaugurazione la mostra sarà visitabile sul sito web www.viamaestra114.com

Press office: G. Riccardo Guerrieri  -  00 39 348 72.18.142

 

 
IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA
 MOSTRA PERSONALE DI ANGELO BELLOBONO     
                Titolo:   TEMPORARY CIVILIZATION
Opere:  dipinti e installazioni
Luogo espositivo:IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA, via Nomentana n. 169
Inaugurazione: venerdì 6 ottobre 2006 alle ore 18:00 presso la galleria IL SOLE ARTE CONTEMPORANEA
Durata dell’esposizione: fino al 6 novembre 2006
Catalogo: in galleria 48 pagine a colori con testo di Francesca Franco
Contatti: tel. 06/ 4404940-06/44251315; 
Orario: 15:30-19:30 dal martedì al venerdì /sabato 11:00-13:00/17:00-19:00
Temporary civilization
 We are temporary…e qualche volta civilmente congelati
 È lo slogan che accompagna la nuova personale di Angelo Bellobono presso la galleria  Il Sole Arte Contemporanea e che inaugura il 6 ottobre 2006.
Attraverso i suoi quadri, l’autore ci invita a non abbassare la guardia,costringendoci ad un diretto e indagatorio faccia a faccia con l’ambiguità connaturata al nostro essere ..."esseri umani";
Sempre più ostaggi della mania di confini e territori da difendere, ma virtualmente e sotto falso nome alla deriva nella grande rete globale.
Una analisi cruda e asciutta (non pop) di spazi a capienza limitata, da consumarsi prima della scadenza e soggetti a continui passaggi di stato.
I grandi quadri, giocati sui toni del bianco, volti paesaggi e paesaggi volti,  contratti in un respiro ghiacciato di azoto liquido e gli eserciti di plastilina alla deriva su iceberg piattaforma/nazione, saranno i protagonisti di questo nuovo ciclo di lavori, raccolti in un catalogo con 20 immagini e uno scritto critico di Francesca Franco.
 
L'ASSOCIAZIONE  GOCCE DI VITA
con il patrocinio: COMUNE DI UZZANO  -  COMUNE DI PESCIA
Presenta VIAGGIO NELLA MUSICA
4 ottobre ore 21.30  TEATRO PACINI – PESCIA
CON LA PARTECIPAZIONE DI:
LUIGI PIERI BIG BAND &  EDITH ALBERTS
CORO ALPINI “SU INSIEME” A.N.A PISTOIA
MG ALESSANDRINI & C MAZZEI
GOSPEL JOYFUL VOICES
conduce: DANIELA LOMBARDI
Sulla musica di questi straordinari artisti voleremo fino nel lontano Perù dove opera l'associazione Gocce di Vita.
Quest'associazione è stata creata da un gruppo di medici e collaboratori che hanno trovato nella  regione peruviana dell' APURIMAC una povertà indescrivibile, dove pochi bambini raggiungono l'età scolare.